ELOGIO DEGLI AGRUMI, DELIZIE DEGLI OCCHI E DEL PALATO


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L’intervista a Alberto Tintori di OSCAR TINTORI VIVAI

di Fiamma Domestici

Ho sempre nutrito una passione incondizionata per i nobili agrumi della tradizione toscana, per la loro infinità varietà di specie, i significati simbolici che racchiudono, le loro forme a tratti insolite, curiose, stravaganti e bizzarre, le fresche e inebrianti essenze profumate dei loro frutti polposi.  

Potremo chiamarla banalmente deformazione professionale dal momento che ho dedicato gran parte dei i miei studi di storia dell’arte alle ‘robbiane’, a quei capolavori in terracotta invetriata del Rinascimento fiorentino dove non secondario è stato l’apporto delle cornici vegetali a rilievo che sovente privilegiano la bellezza, a tratti rugosità, a tratti rotondità di odorosi limoni, aranci, cedri, bergamotti. Frutti straordinari, dai tanti rimandi iconologici che Luca della Robbia, poi Andrea e il figlio di questi, Giovanni della Robbia con i suoi fratelli per oltre un secolo intrecciarono ‘ad arte’ con verdi foglie, eleganti nastri svolazzanti e piccoli fiorellini di campo a ornamento e chiusura di monumentali pale d’altare, tabernacoli, tondi, stemmi araldici. 

Gli stessi temi iconografici che il pittore delle ‘meraviglie di natura’ prediletto da Cosimo III de’Medici, Bartolomeo Bimbi, nella Firenze granducale della seconda metà del XVII secolo con precisione scientifica volle raffigurare in un dipinto intitolato Agrumi, conservato agli Uffizi, dove si contano ben 31 specie diverse di arance e limoni. 

In questo ‘salotto letterario’  in versione digitale che tratta in modo erudito del cibo, ideato e fatto crescere con passione e dedizione incondizionata da Nicoletta Arbusti, non poteva  mancare uno spazio in omaggio alla storia di OSCAR TINTORI, un nome toscano di eccellenza, una sorta di ‘griffe di fama internazionale, un certificato di qualità per tutti gli appassionati e cultori di queste straordinarie piante che abbelliscono i nostri giardini mediterranei e svolgono, da sempre, una funzione non solo ornamentale ma anche terapeutica e gastronomica.

Quali sono le origini della vostra azienda, leader mondiale nella coltivazione di agrumi?

“Tutto è partito casualmente da una bellissima spalliera di limone toscano addossata al muro perimetrale che un tempo ricopriva, come un manto, la parete sud di una vecchia casa colonica del podere di Via Tiro a Segno nel pesciatino, dove abitava con la sua famiglia, mio nonno Oscar”, racconta Alberto Tintori, titolare dell’azienda toscana. “Il successo arrivò poco dopo quando ad una delle prime edizioni della Biennale del Fiore di Pescia, Alfredo Ratti, curatore della mostra, invitò mio nonno a portare in esposizione alcuni esemplari di quelle belle piante di limoni su vasi in cotto imprunetino che si trovavano davanti a casa, sull’aia. La bellezza di quelle piante, esposte per la prima volta ad una mostra di fiori recisi, conquistò i visitatori tanto che di lì a poco mio nonno decise di abbandonare la floricoltura per dedicarsi completamente a questa nuova attività”. 

Oggi l’azienda Oscar Tintori è leader in Italia e nel mondo nella produzione e cura degli agrumi ornamentali. Qual è il vostro segreto?

“Siamo una piccola azienda ma ben strutturata dove lavora una équipe di professionisti che si prendono cura degli agrumi come dei figli. Gli agrumi hanno bisogno di tante attenzioni, cure ed amore per crescere sane e vigorose con abbondanza di frutti profumati e polposi. Ci vogliono collaboratori fedeli e appassionati che seguano il ciclo vitale e produttivo della pianta, in grado di decodificare e soddisfare le diverse necessità, dare risposta ai segnali di aiuto di ciascun esemplare, di ciascuna specie. Nei mesi invernali offriamo il ricovero nelle nostre serre degli agrumi di alcuni nostri clienti che ne fanno richiesta offrendo loro un servizio più completo possibile”.   

Qual è il vostro principale mercato di riferimento?

“Lavoriamo molto qua in Toscana e in Italia ma anche all’estero per l’arredo dei ‘giardini d’inverno’ di paesi dell’Europa centro- settentrionale, come Norvegia e Regno Unito”.   

Che cos’è l’Hesperidarium?

“È un’esperienza multisensoriale che consigliamo a tutti quelli che desiderino rivivere le atmosfere e il piacere degli inebrianti profumi che si respiravano nei giardini delle ville medicee, specie nella Villa di Castello che vantava nella seconda metà del ‘500 la più vasta collezione di agrumi fra tutte le proprietà medicee. E’ un Giardino degli Agrumi, che raccoglie oltre 200 delle oltre 400 varietà coltivate nella nostra azienda. Un vero e proprio parco botanico dove è possibile ammirare le antiche Cultivar delle collezioni granducali, varietà rare ed esotiche provenienti dal lontano Oriente, ma anche dall’emisfero australe, un percorso avvincente che si snoda fra verdi vialetti, tunnel vegetali e fontane. 

Quali le specie più insolite e stravaganti?

“Fra le specie più curiose, il Digitata, cedro digitato e Mano di Budda, originario della Cina, Giappone e Indocina dove è coltivato fin dall’antichità a scopo religioso e ornamentale. Il suo frutto giallo, dalla buccia spesa, privo di polpa presenta la parte apicale suddivisa in numerose sezioni fusiformi, appuntite che ricordano l’aspetto delle dita di una mano, ma anche il Citrusmedica “Aurantiata”, antica cultivar presente nei giardini medicei fin dal ‘600, probabile ibrido fra cedro e arancio amaro”.

“L’arancio Bizzarria è una vera rarità, in quanto presenta frutti sia dell’arancio amaro che del limone cedrato e frutti bitorzoluti, dai colori giallo, arancione e verde, con le caratteristiche morfologiche di entrambe le specie. Si conserva nel giardino della Villa di Castello, ma è stato introdotto anche nel giardino di Boboli e presso l’Orto Botanico di Firenze”.    

Quali sono le delizie gastronomiche della OSCAR TINTORI? 

“Principalmente ‘deliziose’ confetture al gusto di Rustica Arancia, Bergamotti odorosi, Limone Toscano, Allegria di Mandarino, Pompelmo Rosa, dove si coglie la freschezza e il profumo della frutta appena colta ma produciamo anche mieli alla zagara di limone e arancio e ottimi liquori naturali”.  

Firenze

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